Mat Collishaw 2002/3 Press Release

Galleria Raucci/Santamaria Piazza S. Maria La Nova 19 – 80134 Napoli – tel 081 5521000 fax 081 5510792

orari: dal mar. al ven.16.00-19.30 sab.10.00 -13.00

COMUNICATO STAMPA  : MAT COLLISHAW

dal 13 Dicembre 2002 al 31 Gennaio 2003

Una struttura tridimensionale occupa una delle sale dello spazio espositivo e la sua superficie riproduce immagini di un’Eden ritrovata, punto d’incontro di realtà fino allora inconciliabili etnie, animali, paesaggi. La loro resa pittorica non fa altro che esaltarne il carattere iconico.

Al suo interno, un video si configura come un’estensione di ciò che si trova all’esterno: la medesima imperturbabile atmosfera,isolata entro il cono visivo del nostro sguardo dell’osservatore sottolineando i gesti circoscritti dei personaggi compresenti. Sulle pareti della galleria scatti fotografici di fiori bloccano da un lato il momento in cui questi iniziano a prendere fuoco, mentre dall’altro una fonte di luce intermittente all’interno della cornice che li contiene accentua le vibrazioni delle fiamme proseguendone simbolicamente l’imminente disfacimento.

Quest’ultimo sembra concludersi in una serie successiva d’immagini-documento della catastrofica campagna italo -tedesca contro i Russi durante la seconda guerra mondiale.

Quelle presentate da Mat Colllishaw, in questa sua quarta personale alla Galleria Raucci/Santamaria, sono immagini stratificate e vulnerabili che perdono l’immanente innocenza iconica, diventando dispensatrici di devianze inconsce ed eludendo all’interlocutore il loro aspetto meramente contemplativo. La loro fruizione implica, quindi l’impossibilità di redimersi da alcuni interrogativi forzatamente anteposti alla loro seducente accettazione. Una sorta di scrittura criptica che allarga la comprensione dei propri contenuti a chiunque ci si imbatta in maniera spregiudicata, analogamente a quanto succede per alcuni dipinti profani di Raffaello o per quelli ancora più vivi di Caravaggio, carichi di significati trasversali quali Eros, crudeltà, morte. Elementi che pregiudicano la consistenza e la stabilità dello spazio fisico dell’immagine e la sospende nella dimensione in cui la distanza tra realtà ed apparenza, intesa come immagine ed il suo “altro”, vengono ad annullarsi, diventando tuttuno con la nostra coscienza.

Note per la mostra : L’artista presenterà una videoinstallazione formata da una grande struttura, come una scatola, contenente una videoproiezione. Le pareti esterne, dipinte con scene idilliache, ricordano la visione del paradiso, mentre nell’interno, visibile attraverso un foro per gli occhi, il video presenta una situazione in negazione a quell’esterna. Il lavoro dell’artista inglese è sempre rivolto all’analisi delle immagini in quanto portatrici di contenuti, in alcuni casi discutibili ed in altre negazioni della loro stessa apparenza. L’immagine in quanto verità acquisita è in ogni modo sempre messa in discussione per rivelarne le deficienze o il suo valore   fittizio. Questo risultato è ottenuto attraverso immagini disturbanti o deviate oppure tradotte visualmente con tecniche tridimensionali. In alcuni casi l’immagine è pura apparenza ed in altre il procedimento meccanico che la rende visibile è la vera essenza dell’opera che viene letta in maniera diversa rispetto alla pura icona che la presiede.