Comunicato stampa

Paintings

Inaugurazione: mercoledì 29 Marzo 2017 dalle 18,30 alle 21,00 – dal 30 Marzo al 30 Aprile, dal martedì al venerdì dalle 15:00 alle 18:30

Anche se la pratica del dipingere nelle opere di Merlin James si colloca nel solco della migliore tradizione pittorica moderna, la comprensione del suo lavoro, letto esclusivamente attraverso la lente della storia della pittura, potrebbe condurre ad errori di valutazione. Al di là di questo dato interpretativo, le sue opere ci offrono un’esperienza visiva unica, che ci restituisce la profonda consapevolezza contemporanea dell’artista e la sua attitudine a superare ogni citazionismo o esercizio di stile o maniera. Il lavoro di Merlin James non ha un atteggiamento di esclusiva devozione per la grande tradizione pittorica, né tantomeno vuole stimolare pretestuosi intenti critici. Le sue opere, piuttosto, recano in sé una profonda conoscenza analitica della pittura e una spontanea attitudine ad investigare la sue tecniche ed espressioni. I soggetti delle opere in mostra sono vari: figurativi, astratti o materici e la costruzione dei quadri è animata dall’utilizzo di diversi materiali, alcuni dei quali non propriamente legati all’uso canonico della pittura. Questa serie di soggetti, nella loro diversità formale, restituiscono tutti un senso di familiarità e di mistero, di intimità e di enigma, in un ossimoro solo apparentemente non riconciliato. La scelta della composizione, dei colori, e le modalità con cui essi sono applicati sulla tela, attraverso giochi di linee, di luci e di ombre e di differenti viscosità, generano una serie di elementi che si allontanano o si avvicinano tra loro e allo sguardo dell’osservatore. Esaminandoli attentamente essi ci conducono all’abbandono della percezione  bidimensionale del dipinto e, con la propria intensità di forma e colore, ci guidano verso uno spazio tridimensionale. L’evanescenza delle immagini e le forme che delicatamente prendono forma da macchie di colori o generate dalla contiguità di una palette cromatica, non è assolutamente casuale. La composizione di ogni immagine, la definizione dei dettagli, la luce e l’atmosfera che tutte queste restituiscono, richiedono la padronanza di tecnica e di precisione propri di una consolidata abilità pittorica. Il risultato è un’esperienza visuale diretta e che si apre a nuove dimensioni: il quadro è sì una finestra, ma aperta su molti livelli possibili. La perdita delle coordinate bidimensionali del dipinto, infatti, si fa in alcuni casi letterale: esso assume valore di oggetto ed è costruito, o meglio dire ricostruito, riutilizzando parti di altri quadri  o addirittura riassemblando parti di telai precedentemente usati per altre opere. In alcuni casi l’artista fora la tela consentendo all’osservatore di intravedere il supporto su cui essa è tesa o di scrutare il muro su cui è sospesa. Altre volte, costruisce cornici in cui la tela è sostituita da materiali leggeri e trasparenti. Il quadro, in questo caso, realizzato con pochi tocchi di colore, svela la struttura del telaio sottostante che diventa parte effettiva e fondante dell’opera d’arte travalicando così il confine tra pittura e scultura. Nella pratica del fare, questi lavori passano attraverso lunghe fasi di assemblaggio e rimaneggiamento. L’artista sottrae a volte uno scampolo di tela ad un quadro dipinto precedentemente per aggiungerlo ad un altro, in un lungo gioco di ritagli, forature e cuciture, oppure ritorna più volte sullo stesso quadro, per aggiungere ritocchi o per ridipingerlo daccapo. La  sacralità e atemporalità dell’opera d’arte è così messa sottilmente in discussione. Ogni cosa nel mondo, infatti, è soggetta a processi di cambiamento o deterioramento, di rimodellamento e invecchiamento, e Merlin James non sembra preoccuparsi di sottrarre a questa sorte le sue stesse opere prediligendo la fase costitutiva e progettuale o gli aspetti sedimentati all’interno  dei suoi quadri nel continuo divenire della sua pittura.